mercoledì, giugno 10, 2009
Election Day
Sui risultati delle elezioni se ne sentono di tutti i colori, ovviamente. Per quanto riguarda le elezioni europee, che rappresentano il voto nazionale di questo election day, si può fare un po’ di chiarezza molto semplicemente osservando i nudi dati. Con l’aiuto della tabella e del grafico.
In sintesi emergono due elementi essenziali:
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2009
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2008
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Elettori
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50.341.790
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47.126.326
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Votanti
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32.747.722
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37.936.692
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65%
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81%
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Voti Validi
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30.645.765
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36597381.85
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PDL
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10.807.327
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13.628.865
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0.352653197
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0.3724
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LEGA
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3.126.915
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3.024.522
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10%
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8%
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MPA e Destra
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682.046
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410.487
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2%
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1%
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Totale
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14.616.288
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17.949.103
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48%
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49%
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Fiamma
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244.982
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885.229
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Forza nuova
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146.619
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108.837
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PD
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8.007.854
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12.092.998
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26%
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33%
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IDV
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2.452.569
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1.593.675
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8%
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4%
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SVP
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143.027
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147.666
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RADICALI
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743.273
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2%
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PD+RAD
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8.751.127
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29%
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Totale
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11346723
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13.834.339
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37%
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38%
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UDC
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1.996.901
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2.050.319
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7%
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6%
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Rifcomunista
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1.038.247
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3%
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Sinistra e libertà
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958.458
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3%
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Rif Com+ SL
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1996705
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1.124.418
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7%
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3%
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- Polarizzazione – si conferma la polarizzazione dell’elettorato italiano. I due poli del centro destra e del centro sinistra mantengono grosso modo la stessa forza relativa che avevano raggiunto alle elezioni politiche dell’anno scorso: 48-49% il polo (Pdl, Lega e Mpa) che in questa legislatura esprime il governo del paese, e 37-38% il polo di opposizione (Pd, Idv e Radicali). Dunque un divario di 10/11 punti percentuali. Da questo punto di vista, nulla ma proprio nulla è cambiato (se non marginalmente: entrambi i poli hanno perso un punto percentuale). Allo stesso tempo vi è stata una ricomposizione all’interno di entrambi i poli con uno spostamento di consensi, in termini di percentuali ma non di voti, dal Pdl (che ha perso quasi 3 milioni di voti) alla Lega nel centro-destra, e, sia intermini percentuali che assoluti, dal Pd (che ha perso circa 3.5 milioni di voti e 4 punti %) all’Italia dei valori nel centro-sinistra. In effetti, se si guarda ai voti assoluti, si può notare che solo l’Idv di Di Pietro ha accresciuto il suo consenso (da un milione e mezzo a due milioni e mezzo), mentre la Lega ha mantenuto grosso modo i suoi tre milioni di voti. E già, perché l’altra caratteristica essenziale di questa tornata elettorale è stata l’espansione dell’astensione. E siccome il numero dei votanti si è ridotto di oltre il 15%, le variazioni delle percentuali, tra il 2008 e il 2009, non sempre riflettono variazioni dei voti assoluti. Così è, ad esempio, per l’Udc di Casini, che ha registrato un incremento di circa l’un per cento (da 5.6 a 6.5) ma ha più o meno mantenuto i suoi due milioni di voti (la sinistra radicale, Rifondazione comunista & soci e Sinistra e libertà e soci, che si presentava distinta a queste elezioni ma che era unita nella Sinistra arcobaleno alle precedenti, ha invece riacquistato grosso modo, in aggregato, il peso di due milioni di voti che aveva prima del tonfo delle politiche 2008, mancando peraltro il superamento dello sbarramento al 4%).
In conclusione, si conferma la tendenza bi-polare. Se essa evolverà in senso bi-partitico oppure no, dipenderà dalla capacità dei due partiti principali, Pdl e Pd, e da altri fattori. Nessuno dei quali mi sembra all'opera in questo momento;

Delusione – la percentuale dei votanti si è drasticamente abbassata dall’81% al 65%. Questa riduzione è da attribuirsi soprattutto al comportamento degli elettori meridionali e delle isole. Il calo naturalmente ha a che fare anche con il tipo di posta in palio – il parlamento europeo – che in tutta Europa non ha suscitato l’entusiasmo degli elettori. Tuttavia, in Italia ha cause specifiche come mostra anche l’asimmetria geografica che si è detta.
Se si sommano gli astenuti con le schede bianche e nulle, si ottiene un percentuale di elettori delusi di circa il 40%: 4 italiani su 10 o non vanno a votare o votano scheda bianca o l’annullano. Per restare agli astenuti, stiamo parlando di quasi 18 milioni di potenziali elettori che sono delusi scontenti disaffezionati. Il doppio quasi di un anno fa. Di gran lunga il primo “partito” italiano.
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